Cooper

GRAN BRETAGNA

Fondatori : Charles Cooper (1893-1964) – John Cooper (1923-2000)

La Cooper viene fondata da John Cooper e dal padre Charles, ex meccanico prima della guerra e proprietario di una concessionaria Vauxhall in Gran Bretagna. Il padre, inoltre, realizza una vettura per il figlio per permetterli di correre nelle categorie minori nella sua giovane età. La Cooper T2, la prima Cooper della storia, viene guidata anche da Eric Brandon, un amico d’infanzia di John, nelle gare di cronoscalata. Piccola e la leggera, la Cooper T2 aveva già i presupposti per essere una vettura rivoluzionaria. Le prime vetture di Cooper e padre cominciano a produrre veicoli da competizione a cilindrata ridottissima per l’epoca. I motori 500cc garantivano alle prime Cooper semplicità strutturale, leggerezza e manegevolezza. Inoltre si poteva garantire un costo gestionale contenuto e le riparazioni potevano essere molto veloci. Tale cilincdrata ridotta permetteva anche di mettere il motore sul posteriore. Una cosa impensabile per l’epoca, ma destinata a stravolgere il mondo delle corse. Le prime Cooper dominano in F2 e F3 vincendo a mani basse ovunque corrano. Gli anni ’50 sono pieni di giovani piloti che vogliono lanciarsi in uno sport, l’automobilismo, in crescita esponenziale di anno in anno. Tutti fanno a botte per accappararsi un telaio della Cooper Car Company, compreso un giovane Mike Hawthorn futuro campione del mondo. Ma non solo lui. Anche gente del calibro di: Peter Collins, Stirling Moss, Stuart Lewis-Evans, Raymond Sommer, Harry Schell, Graham Hill, Ken Tyrrell muovono i primi passi in F2 o F3 al volante di una Cooper.  Le Cooper corrono una decina di gare tra il 1952 e il 1956 anche se per lo più si trattava di piloti privati che, in qualche caso, correvano anche con telai da F2. Nel 1957 arriva il debutto ufficiale in F1 per la Cooper Car Company con una T43 affidata ad un australiano burbero e ancora semi-sconosciuto: Jack Brabham. Lo zero tondo fatto segnare a fine anno è un risultato bugiardo per il potenziale della piccola Cooper T43. 19 gennaio 1958, data storica della storia della F1. Stirling Moss vince il Gp di Argentina con una Cooper motorizzata Climax. Quel giorno per la prima volta nella storia della Formula 1 vincono un team privato ( il Rob Walker Racing)  e una vettura a motore posteriore. Mica male per una piccola fabbrica di 20 anime che ha avuto il coraggio non solo di montare un motore sul retro della vettura, ma anche di montare un Coventry-Climax praticamente sconosciuto e che sarà destinato a segnare i primi anni 60 fino all’avvento del DFV,    a Monaco vince  Trintingnantche ha sostituito Moss, passato alla Vanwall.  Il 1959 è l’anno della svolta. La Cooper si mette in gara con il telaio T51 progettato da colui che è considerato il genio massimo della Formula 1 (Colin Chapman) sulla quale viene montato un Coventry Climax sempre più in crescita. Al volante c’è ancora Brabham , al quale viene affiancato un giovanissimo neozelandese Bruce Mclaren. L’anno vede la Cooper di “Black Jack” volare e vincere a Montecarlo e Gran Bretagna, collezionando anche 3 podi, si laurea campione del mondo per la prima volta in carriera. Arriva, inoltre, il titolo costruttori ottenuto grazie agli splendidi risultati di Mclaren (vincitore a Sebring) e beffando Ferrari e Brm favoritissime sulla carta. . La Cooper è una macchina rivoluzionaria avanti anni luce rispetto agli altri e il trionfo è solo meritato. Passa un anno ma la musica non cambia. Nel 1960 approdano le nuove Cooper T53, ma le vittorie fioccano uguale. Mclaren vince la gara inaugurale in Argentina, mentre Brabham  fa filotto, inanellando la bellezza di 5 vittorie consecutive e partendo 3 volte di fila al palo. Il terzo in classifica, Moss, ha meno della metà dei punti di Brabham, ad indicare il dominio delle Cooper. Dire che la Cooper ha vinto il costruttori è una formalità; il titolo viene vinto con un margine impressionante sui rivali. Insomma le Cooper ora sono le macchine da battere, ma dietro l’angolo c’è uno stravolgimento regolamentare pronto a rimescolare le carte. Nel 1961, i motori cambiano di cilindrata. I soliti 2.5 litri di cilindrata, utilizzati fin dal 1954, vengono sostituiti dai più piccoli 1.5 centimetri cubici. Sulla carta può sembrare un regalo per la Cooper, da sempre accanita sostenitrice del concetto “piccolo e leggero”. In realtà segna l’inizio della fine per la Cooper in Formula 1. I principali costruttori rivali della Cooper, Ferrari su tutte, hanno passato il 1960 a produrre e sviluppare un motore da 1.5 di cilindrata, mentre la Cooper ha dovuto concentrarsi sul campionato in corso per accaparrarsi entrambi i titolo in palio. Il risultato è che gli altri sono subito competitivi e veloci, mentre la Cooper arranca. Il podio di Mclaren a Monza e la pole di Brabham al Watkins Glen sono gli unici due acuti del team. Il 1962 va un pò meglio con Mclaren che lotta anche per il titolo ma senza mai impensierire seriamente il vincitore Hill. A Montecarlo, la Cooper torna alla vittoria dopo un lungo periodo di attesa. Curioso che quel giorno la vittoria arrivò con solamente due meccanici, uno per macchina. Alf Francis, meccanico della Cooper, racconta che dovettero anche suddividire le spese di trasferta tra di loro. Nel biennio 1963/1964, la Cooper continua ad affondare.Il 1966 vede l’arrivo dei motori 3.0 e la Cooper si accorda con la Maserati,,  motore che si era già visto sulle Coope della Scuderia Centro Sud nei primi anni ’60,  ma è l ultimo anno importante. La Cooper ottiene la vittoria in Messico (Surtees) e 4 podi per un terzo posto nel mondiale costruttori. Vince Brabham che lasciò la Cooper per fondare il suo team. Nel 1967 a Kyalami Rodriguez regala l’ultima gioia a Cooper vincendo l’ultimo gran premio della loro storia. I risultati non arrivano nel corso dell’anno e la caduta libera è inarrestabile. Nel 1968 la Cooper corre la sua ultima stagione completa, chiudendo con due podi. Nel 1969 la Cooper non si iscrive ufficialmente al mondiale, ma una Cooper corre il suo ultimo Gran Premio a Montecarlo iscritta dal team di Colin Crabbe per Vic Elford che chiude 7° l’ultima apparizione   in Formula 1. Nota statistica nel Gp di Gran Bretagna del 1959 le Cooper iscritte erano 16, quelle al via 12 su 24 partenti, metà schieramento.

 

I PROGETTISTI
1950: Cooper T12 – Owen Maddock
1953: Cooper T20 – Owen Maddock
1953: Cooper T23 – Owen Maddock
1953: Cooper T24 – Owen Maddock
1955: Cooper T40 – Owen Maddock
1957: Cooper T41 (F2) – Owen Maddock
1957: Cooper T43 – Owen Maddock
1958: Cooper T45 – Owen Maddock
1959: Cooper T51 – Owen Maddock
1960: Cooper T53 – Owen Maddock
1961: Cooper T55 – Owen Maddock
1961: Cooper T58 – Owen Maddock
1962: Cooper T59 (F Junior) – Owen Maddock
1962: Cooper T60 – Owen Maddock
1963: Cooper T66 – Owen Maddock
1964: Cooper T71/73 – Eddie Strait
1964: Cooper T73 – Eddie Strait
1965: Cooper T77 – Eddie Strait
1967: Cooper T79 – Eddie Strait
1966: Cooper T81, T81B – Derrick White
1967: Cooper T86, T86B – Derrick White  
Modelli mai utilizzati in gara:
1969 Cooper T86C Alfa Romeo
1969 Cooper T91 Cosworth
1969 Cooper T91 Alfa Romeo