BRM

GP DISPUTATI: 189
DEBUTTO: 1951 Gran Bretagna
ULTIMA GARA : 1977 Sud Africa
VITTORIE: 18
POLE: 11
GPV: 14
UTILIZZATO DA: BRM, Lotus, Brabham, BRP, McLaren, Cooper, Scirocco, Gilby

La British Racing Motors (abbreviato in BRM) è stata una scuderia inglese di Formula 1,Fondata nel 1947 da un consorzio di oltre cento aziende britanniche guidato da Rymond Mays e Peter Berthon per contrastare l’egemonia nelle corse delle scuderie italiane, vincitrice di 17 Gran Premi e Campione del Mondo Costruttori e Piloti nel 1962. 30 settembre 1950 Reg Parnell vince il Goodwood Trophy, gara non valida per il campionato, erano assenti le ALFA Romeo e le Ferrari. Il Il team debuttò nel quinto Gran Premio valido per il Campionato Mondiale, a Silverstone nel 1951 con un avveniristico motore a sedici cilindri disposti a V di 135°, dalla cilindrata di 1500 cm³ sovralimentato da un compressore centrifugo a doppio stadio Rolls Royce, che raggiungeva una pressione di 5,7 bar portando la potenza del motore a 600 CV a 12.000 rpm e arrivando quindi all’eccezionale potenza specifica di 400 CV/Litro. Seri problemi di affidabilità compromisero la carriera del motore e fu ben presto sostituito da un 4 cilindri in linea da 2,5 litri aspirato (come imponeva il nuovo regolamento del 1954), la BRM infatti non aveva partecipato ai campionati dal 1952 al 1955, aveva comunque preso parte ad alcune gare fuori campionato, in qualche occasione guidata anche da Fangio e da Reg Parnell cjhe nel 1952 vince il Scottish Daily Express National Trophy. , nel 1953 Wharton il Glover Trophy. Nel 1954 e 1955 la squadra, in vista del ritorno nel mondiale, parteciopa come Owen Racing Organisation al alcuni GP utilizzando una Maserati 250F. Ritorna nel 1956 con il modello P25 e con piloti Hawthorn e Brooks. La la prima stagione completa fu il 1958, la squadra comprende Bonnier, Behra e Schell, Joakim Bonnier, diede alla s scuderia la prima vittoria ufficiale in un mondiale di Formula 1 durante il Gran Premio d’Olanda sul circuito di Zandvoort nel 1959, in questo campionato corse due gare con una BRM anche Stirling Moss ma iscritto dal British Racing Partnership, infatti, come tutte le principali squadre inglesi, la BRM vendeva auto anche a team privati. Diversamente dagli altri team inglesi dell’epoca, che si limitavano ad allestire il telaio e ad acquistare il motore da altre società (e per questo chiamati “assemblatori” da Enzo Ferrari), la BRM utilizzò sempre motori e telai progettati in casa, tranne che nel 1961 quando utilizzò il Coventry Climax. Nel 1960 entrò in squadra Graham Hill che nel 1962, con la BRM P57 dotata di motore V8 di 1,5 litri, regalò alla casa il suo unico mondiale, dopo un appassionante duello con Jim Clark durato tutta la stagione. Due anni dopo la BRM e Hill si presentarono all’ultimo Gran Premio in testa alla classifica generale ma un incidente tra il pilota inglese e Lorenzo Bandini pose fine ai sogni di Hill, che arrivò secondo in classifica generale, pur ottenendo 41 conto i 40 di Surtees ma ne dovette scartare due. Nel 1963, con una BRM della Scuderia Centrosud, Lorenzo Bandini ottenne il terzo tempo al Nurburgring davanti alle due monoposto del team ufficiale. Il 1965 fu l’anno del debutto in squadra di un giovane pilota scozzese destinato a diventare tre volte campione del mondo: Jackie Stewart, che nell’anno del debutto centra una vittoria a Monza. Nel 1966 cambiarono i regolamenti che innalzarono la cilindrata dei motori da 1500 a 3000 cm³; la BRM dapprima gareggiò con un motore otto cilindri portato a 2000 cm³, poi optò per un motore ad H di 16 cilindri da 3000 cm³, pesante ma molto potente, che si impose in un solo Gran Premio ufficiale, ma su una Lotus, la BRM infatti vendeva motori anche ad altre squadre, sopratutto private, ma nel 1966, appunto, aveva concordato una fornitura alla Lotus, nel 1968 i motori BRM saranno montati sulle Cooper per le ultime apparizioni del team Cooper Car. In seguito fu adottato un motore V12 progettato da Geoff Johnson per le vetture sport. Molto più convenzionale, esordì su una McLaren, per iniziativa di Bruce McLaren. Questo motore permise alla BRM di aggiudicarsi qualche altro GP; l’ultima vittoria arrivò con Jean-Pierre Beltoise al Gran Premio di Monaco 1972, in quegli anni, dal 1970 al 1972, la BRM, che aveva nel frattempo ripreso la denominazione originale come team aggiungendo il nome degli sponsor, schierava anacronisticamente squadroni di 4 o 5 monoposto, fino al 1974 il team era basato su tre auto, nel 1973 la squadra era composta da Regazzoni, Beltoise ed un giovane Niki Lauda. Tra il 1970 e il 1972 la squadra partecipò al campionato Can-Am con la BRM P154, la quale riuscì a cogliere pochi risultati. Dopo un progressivo calare delle prestazioni, la BRM si ritirò alla fine del 1974, cedendo le attività a Louis Stanley che fece gareggiare la squadra nelle stagioni 1975 e 1976 come Stanley-BRM per poi ritirarsi definitivamente al termine del Campionato di Formula 1 del 1977, anno in cui con il pilota Larry Perkins disputò due soli Gran Premi, in Brasile con la nuova ma deludente P207 ed in Sudafrica, con la vecchissima ma affidabile P201, in questi ultimi campionati si alternano molti piloti sull’unica auto schierata, ma un budget assolutamente inadeguato costringe la BRM ad una fine che, senza dubbio, non avrebbe meritato. La Stanley BRM gareggiò ancora per un paio di anni nella serie inglese Aurora AFX affidando la P207 a Teddy Pilette, prima di ritirarsi definitivamente per mancanza di soldi per sviluppare la nuova P230, la prima (e unica) vettura ad effetto suolo. Nel 1980 il materiale della Stanley-BRM fu ceduto a Ted Jordan che modificò e fece gareggiare la vettura P07-B in alcune gare di salita inglesi. Nel 1990 il marchio fu utilizzato da John Mangoletsi per tentare due volte la fortuna a Le Mans, con la vettura P231 (Gruppo C) ma senza risultati. Nel 2008 il marchio BRM è stato reclamizzato da Bee Automobiles Ltd un’azienda che costruisce auto elettriche per le gare in salita inglesi. Al progetto avrebbero dovuto partecipare anche alcune aziende del gruppo della famiglia Owen, vecchia proprietaria del glorioso marchio.