HART

Quando, nel 1981, la Toleman decise l’approdo in Formula 1, fu naturale che venisse seguita dalla Hart. A causa del ritardo della partenza dell’iniziativa, la vettura fu pronta per il Gran Premio di San Marino, quarta gara stagionale, mentre ancora più travagliato fu lo sviluppo del motore. La prima versione altro non era che una riduzione di cilindrata di un motore studiato per un programma rallistico della Ford e derivato dal motore di Formula 2. Tale motore era sottopotenziato e anche strutturalmente inadeguato, non essendo in grado di sostenere cambio e sospensioni Solo a partire dal Gran Premio di Olanda fu disponibile il nuovo motore con testata e basamento ottenuti in un unico blocco fuso (senza quindi guarnizioni della testa). Come risultato, anche per i problemi della vettura l’anno fu negativo: le difficoltà dell’esordio furono rese palesi da due sole qualificazioni ottenute nei gran premi d’Italia, con Brian Henton, e di Las Vegas, con Derek Warwick.  Nel 1982 le cose andarono un po’ meglio con regolari qualificazioni e la soddisfazione del giro più veloce di Derek Warwick (Gran Premio d’Olanda 1982). Nel 1983 il passaggio alle Turbine Cummins-Holset in luogo della Garrett portò varie soddisfazioni, dai primi punti nel Gran Premio di Olanda e poi negli anni successivi arrivarono il secondo posto e giro più veloce al Gran Premio di Monaco del 1984 (con Ayrton Senna alla guida) e della pole position di Teo Fabi al Gran Premio di Germania dell’anno successivo. Nello stesso periodo, gli Hart vennero utilizzati da altri team come la RAM (1984-85), la Spirit (1984-85) e il team Haas Lola (1985-86). Hart dimostrò che anche con budget ridotti (una dozzina di dipendenti contro le centinaia del reparto motori Formula 1 delle grandi case) era possibile creare motori dignitosamente competitivi.  Dopo l’abbandono della Toleman nel 1985 e il divieto di montare propulsori turbo, dopo alcune traversie economiche (per un certo periodo le quote maggioritarie della società passarono alla Cosworth), la Hart venne il tempo di tornare a fare la preparatrice di motori altrui. Venne gestito il Cosworth DFR V8 a favore di un certo numero di team di Formula 1, inclusa la Larrousse, nel biennio 1990-91. Nel 1993 la Hart decise di riprendere la strada del propulsore proprio con un 3500cc V10 montato su una Jordan. Nel 1994 Rubens Barrichello conquisterà il terzo posto nel Gran Premio del Pacifico e la pole in quello del Belgio. Nel 1995 la modifica del regolamento tecnico che impone a 3000cc la massima cilindrata convinse la Hart a passare a una conformazione a V8. Questo motore spingerà la Footwork-Arrows nelle due stagioni 1995 (massimo risultato terzo posto di Gianni Morbidelli al Gran Premio d’Australia) e 1996 e, nel 1997, la Minardi. Brian Hart inizierà una nuova avventura disegnando il nuovo motore “Arrows T2-F1” per la TWR-Arrows, prima di venire travolto dalle difficoltà finanziarie di questa.

1981

1982

1983

1984

1985

1986

1993

1994

1995

1996

1997